foto 3Il Santo Natale è alle porte. Per ognuno di noi significa qualcosa di diverso, ma chi si lascia coinvolgere intimamente dalla celebrazione della nascita di Nostro Signore, sente affacciarsi dentro di sé un nuovo senso della Vita. Immaginate come tutto questo possa essere vissuto in Betlemme, lì dove Gesù è nato. A Dicembre Betlemme diventa un fermento di presepi.

Ogni strada, ogni vicolo, ogni strettoia mostra artigiani al lavoro, in particolare gli intagliatori del legno d’olivo, che grazie ad una tradizione secolare hanno sviluppato una maestria ed una sapienza artistica fuori dal comune. Le cattedrali, i campanili, la Basilica, vengono addobbati di lucine natalizie per rendere l’atmosfera quanto mai gioiosa. La grotta della natività conserva invece più sobriamente il senso del Sacro, ed ispira i pellegrini con canti e preghiere senza sosta, in tutto l’arco della giornata.

Tutto insomma concorre a creare l’ambiente più ospitale per chi, spinto dalla Fede, vuol visitare i luoghi sacri in cui è nato Gesù. Gli appelli delle associazioni religiose sono unanimi, ed esortano i pellegrini a non aver paura di luoghi che per l’annosa questione palestinese a volte diventano teatro di orribili rivalse. Monsignor Andreatta lancia un invito: “Ricordate che nella Bibbia per 366 volte è stato detto non abbiate paura, come ha detto Giovanni Paolo II. E io invito tutti i pellegrini a non avere paura perchè qui c’è la sicurezza, la tranquillità ma soprattutto qui ci attendono, ci aspettano, ci desiderano perchè senza di noi allora sì che la pace viene meno e diventa più fragile“.

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