La religiosità di Claudia Koll non ha ormai più bisogno d’essere spiegata e raccontata. Il processo di conversione che l’ha portata da una vita dissoluta e piena solo di sé, ad una vita in cui la devozione a Dio e l’impegno nel sociale diventano priorità d’amore, ha reso Claudia una donna serena e pienamente realizzata.

In tutte le sue interviste traspare evidentissima la fede che muove ogni suo passo. E allora è legittimo chiedersi cosa la trattenga dal prendere i voti.

La risposta è Jean Marie, un ragazzo 23enne proveniente dal Burundi che Claudia Koll ha preso in affidamento e portato in Italia per curarlo. Prendere i voti

Significherebbe entrare in un convento e questo mi allontanerebbe da Jean Marie, il ragazzo che ho preso in affidamento cinque anni fa. Siamo molto uniti, gli sono sempre stata vicino, come una seconda mamma. Vive con me, ha studiato qui e ha la sua compagnia di amici con i quali esce spesso la sera. Sono apprensiva, pretendo che mi avvisi se ritarda o non torna per cena.

Claudia Koll gestisce inoltre un’accademia di recitazione, i cui allievi cominciano ad ottenere i primi riconoscimenti. Anche lì l’attrice non manca di impostare il suo lavoro sui principi cattolici che la guidano nella vita come nella professione.

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