Claudio Marchisio, calciatore della Juventus e titolare nella Nazionale Italiana, è stato ricevuto dal Papa pochi giorni fa, nell’ambito di una iniziativa promossa dall’Associazione Hope che ha visto anche l’incontro tra il Papa ed i Salesiani, per celebrare i 200 anni dalla morte di Don Bosco.

Claudio si diceva molto emozionato per questo incontro, nonostante avesse già incontrato Papa Francesco prima di partire per i Mondiali di Calcio, con la Nazionale. Le ragioni della sua emozioni risiedono tutte nei meriti che il calciatore attribuisce a questo Papa in particolare, prima di tutto per l’umanità, la semplicità, e la familiarità che continua a conservare intatte; e poi per le tematiche che sta affrontando, specie quelle riguardanti povertà e disagio sociale:

“Su queste tematiche il papa parla chiaro, risveglia le coscienze di tutti, ed è sempre dalla parte dei poveri. E lo fa con una immagine oserei dire nuova, cioè priva di coloriture politiche. È l’uomo giusto al posto giusto […] Anche questo suo attaccamento allo sport e al calcio in particolare non può che farci piacere. Lui sa che fare il calciatore a certi livelli professionistici, a parte i privilegi, significa affrontare enormi sacrifici. Da Francesco sotto questo aspetto ci sentiamo capiti. Ma lo capiamo altrettanto bene quando parlando di sport e di calcio indica valori come lealtà, altruismo, sano agonismo, rispetto dell’avversario. Sarà un privilegio incontrarlo anche per questo”.

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