Suor Anna Nobili ci racconta la sua esperienza di vita, che l’ha portata dal calcare i cubi dei locali notturni più in voga di Milano ad indossare l’abito e rendere testimonianza dell’Amore di Dio in lei.

La sua infanzia non fu delle più felici, poiché sua madre lavorava tutto il giorno e suo padre era alla ricerca di qualcosa che lo soddisfacesse al di là della famiglia. Una ricerca vana, che portò in casa un’atmosfera irrespirabile, e sfociò nella separazione.

Anna restò a vivere con la madre, ma doveva ancora risolvere molti problemi personali: l’eccessiva timidezza, la balbuzie, i complessi d’inferiorità. A 18 anni quindi prova a cercare una risposta alle sue difficoltà, comincia a lavorare nei pub, conosce p.r. di note discoteche, e viene spesso invitata da loro a ballare nelle discoteche in cui lavorano.

Diventa una cubista notturna, e viene notata anche in tv, dove lavora come ballerina. A 23 anni però le capita un episodio che cambierà la sua vita: passa di fianco ad una chiesa, ed entra. Nulla di speciale, insomma, ma l’atmosfera che respirò all’interno, la gioia dei fedeli, i canti, gli incensi, gli abbracci, tutto le parlava di un amore più grande di quello che le proveniva dalle lusinghe dei ragazzi.

Da lì in poi Anna cominciò a maturare la sua idea ed il suo impegno di fede, fino a consacrare se stessa a Dio, un po’ come è successo a tante altre suore nel corso della loro vita.

Ho gettato via il mio corpo. La notte è il buio. Puoi riempirla col male, l’amore facile, l’alcool. La notte ti può nascondere. Alla vigilia di un Natale mi sono trovata seduta sulla chiesa che mia madre aveva cominciato a frequentare. Non so perché piansi tutta la notte. Dio aveva messo nel mio cuore una scintilla del suo amore.  A 22 anni ho dato a Dio un ultimatum. L’ho sfidato. Se ci sei me lo devi dire di persona, senza intermediari. Ad Assisi, davanti alla chiesa di Santa Chiara, sono rimasta sorpresa dal cielo. Dietro le nubi qualcosa di fosforescente, una cascata di colori. Ho sentito la presenza di Dio creatore. E mi sono messa a danzare fra lo stupore della gente.

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