Don Tonino BelloDon Tonino Bello da giovane sognava di condurre la vita di un santo, aiutando il prossimo in paesi lontani, evangelizzando senza sosta, e sfidando chiunque in nome della Parola di Dio. In maturità ammetteva che quegli slanci giovanili avevano molto di egoistico, perché cercavano di spiccare per azioni ed esuberanza, anziché confluire molto più semplicemente nell’Amore di Dio. I suoi sogni, diceva, non si erano realizzati, perché si sentiva estremamente lontano dalla santità. Per quanto fossero in molti a non essere d’accordo con lui su questo punto, egli si sentiva vicino a tutte quelle persone che non erano riuscite né a realizzare i propri sogni, né a realizzarsi dignitosamente come persone, vuoi per eventi sfortunati, vuoi per quel centesimo di punto in graduatoria, vuoi per un singolo errore di valutazione, vuoi per una malattia:
A tutti voi voglio dire: volgete lo sguardo a Colui che hanno trafitto!


La riuscita di una esistenza non si calcola con i fixing di Borsa. E i successi che contano non si misurano con l’applausometro delle platee, o con gli indici di gradimento delle folle.

Da quando l’Uomo della Croce è stato issato sul patibolo, quel legno del fallimento è divenuto il parametro vero di ogni vittoria, e le sconfitte non vanno più dimensionate sui naufragi in cui annegano i sogni. Anzi, se è vero che Gesù ha operato più salvezza con le mani inchiodate sulla Croce, nella simbologia dell’impotenza, che non con le mani stese sui malati, nell’atto del prodigio, vuol dire, cari fratelli delusi, che è proprio quella porzione di sogno, che se n’è volata via senza realizzarsi, a dare ai ruderi della nostra vita, come per certe statue monche dell’antichità, il pregio della riuscita.

non voglio sommergervi di consolazioni. Voglio solo immergervi nel mistero. Nella cui ottica una volta entrati, vi accorgerete che gli stralci inespressi della vostra esistenza concepita alla grande, le schegge amputate dei vostri progetti iniziali, le inversioni di marcia sulle vostre carreggiate mai divenute carriere, non soltanto inutili, ma costituiscono il fondo di quella Cassa deposito e prestiti che alimenta ancora oggi l’economia della salvezza.

A nome di tutti coloro che ne beneficiano vi dico grazie!

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