La domanda che in questi giorni molti cristiani si stanno ponendo è: un parroco può rifiutare di celebrare un funerale? La risposta vede, purtroppo, contrapposti due uomini dal cuore puro che, per motivi differenti, portano avanti le proprie argomentazioni scontrandosi su un terreno piuttosto accidentato. Stiamo parlando dell’Arcivescovo di Monreale, Monsignor Pennisi, e di un semplice parroco, Don Giancarlo Manieri.

Motivo del contendere sono i funerali in pompa magna celebrati a Roma per il boss abbruzzese Vittorio Casamonica. Don Manieri non ha posto il veto scatenando così un’aspra polemica che potrebbe essere messa a tacere solo da un intervento tempestivo di Papa Francesco. Il parroco si difende dalle accuse e affida al web il motivo che lo ha spinto a permettere la celebrazione del funerale di Vittorio Casamonica a Roma:

“Credo di aver fatto solo il mio dovere. Sono un prete, non un poliziotto e neppure un giudice”

Di opinione completamente differente è invece è Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, che circa otto anni fa rifiutò di celebrare, a Gela, il funerale solenne del capo mafia in accordo con le autorità permettendo però quello in forma privata. L’indignazione di Monsignor Pennisi è forte:

“Sono rimasto  disgustato nel vedere  il video  e le foto di un funerale  trasformato in una sceneggiata  napoletana che aveva  come  scopo non tanto  quello di invocare  la misericordia di  Dio su un  uomo  che aveva  tanti peccati  da farsi perdonare,  ma quello  di esaltare un capo di un  clan  di  stampo mafioso”

Il messaggio di monsignor Pennisi è chiaro e inequivocabile ed è legge anche per la stessa Chiesa: tutti hanno diritto alla sepoltura e alla misericordia di Dio ma non tutti possono usufruire di un funerale pubblico e solenne, soprattutto se ci si è macchiati di crimini di stampo mafioso. Cosa ne dirà Papa Francesco?

 

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