Nel 2010 un ragazzo rimane vittima di uno dei tanti, troppi incidenti stradali avvenuti nel nostro paese. A breve avrebbe ricevuto notizie circa la sua elezione a responsabile di zona da parte di un’agenzia di assicurazioni. Il suo futuro cominciava a delinearsi, dopo anni passati a servire Messa in oratorio come chierichetto, e successivamente come catechista nella stessa parrocchia in cui era cresciuto.

Poi, invece, l’incidente, ed il coma. Giorgio Grena cade in un profondo stato vegetativo, e per la famiglia comincia un intero anno di odissea tra ospedali e strutture che non riescono comunque ad ottenere da lui alcun segno di risveglio nè quantomeno segnali incoraggianti. Nel 2011 la sua famiglia riporta Giorgio a casa, e tutti si prendono cura di lui senza cedere alla disperazione. Anzi la fede di mamma Rosa la spingeva a pregare così:

«Signore, Tu puoi fare tutto. So che un giorno ci stupirai».

Queste le parole di mamma Rosa: “Io non ho mai pianto e nemmeno mi sono mai chiesta perché fosse accaduto proprio a noi. Ho solo pregato incessantemente, la fede è stata il collante di tutto il cammino perché mi ha dato la certezza che a Giorgio prima o poi sarebbe accaduto qualcosa di grande”.

E le sue preghiere vengono esaudite quando, a fine marzo, Giorgio ricomincia ad interagire con l’ambiente circostante, pur senza riuscire a recuperare del tutto la voce. Piccoli ma grandi segni della Misericordia del Signore, destinata a chi crede profondamente in Lui e a chi Gli affida la vita sua e quella dei propri cari.

 

 

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