A Julie Quintana era stato diagnosticato quest’estate un tumore al seno, e la presenza di cellule pre-tumorali nell’utero. Grazie al liquido che trasuda dalla statua in bronzo del Cristo Risorto, raccolto durante un pellegrinaggio a Medjugorje, Julie è completamente guarita da un tumore a Medjugorje. La biopsia successiva al pellegrinaggio ha infatti evidenziato come dal corpo della donna americana le forme tumorali presenti sono completamente sparite.

Julie aveva ricevuto la notizia del tumore il mercoledì prima di recarsi in pellegrinaggio. Era caduta in uno stato di profonda confusione, e decise di affrontare il viaggio, non sapendo nemmeno lei bene il perchè. Giunti a Medjugorje, lei e la sua compagna di viaggio (Sue Larson) notano la statua di Cristo Risorto, e si mettono in fila per prelevare alcune delle gocce che di lì trasudano dal 2001.

E’ infatti tradizione consolidata che i pellegrini si fermino dietro la Chiesa di San Giacomo per raccogliere il liquido proveniente dalla statua di Cristo Risorto. Il fenomeno va avanti dal 2001, quando si presentarono al ginocchio della scultura in bronzo le prime gocce, ed utilizzate dai fedeli per guarire i propri mali, cominciarono a dare gli effetti sperati: le malattie sparivano o retrocedevano significativamente. Ci sono stati infatti molti casi di guarigione da tumori.

Sue raccoglie in un fazzoletto alcune gocce miracolose, e le porge a Julie, la quale preme il fazzoletto contro la zona del seno in cui era stato diagnosticata la presenza di un tumore, e comincia a pregare. Quando sente vicino a lei una donna che urlava di aver passato alcune gocce sugli occhi malati, e di sentirne un immediato calore, si rende conto che anche lei stava provando la stessa sensazione al petto.

La sensazione di calore non era circoscritta solo al seno. Persino la mano che aveva toccato il fazzoletto era molto più calda dell’altra, come le confermò l’amica. E questo avveniva sia esternamente, sia internamente, come se il liquido fosse penetrato dai tessuti epidermici, e cominciasse la sua azione benefica con la propagazione di un diffuso, energico, e delicato calore interno.

Tornata a casa, piena di speranza affronta la seconda biopsia, ma di ciò che aveva non vi era alcuna traccia. I medici rimangono perplessi, e le dicono che il corpo a volte può trovare in se stesso le risorse necessarie a guarire, ma quando ascoltano la storia delle lacrime della statua di Medjugorje, con un sorriso le esprimono a gesti ciò che a parole non potranno ammettere mai: si è trattato di un miracolo.

LASCIA UN COMMENTO