Il 27 aprile dello scorso anno Papa Francesco ha proclamato Santo Papa Giovanni Paolo II. A spingere in questa direzione non è stato solo il popolo cattolico, ovviamente, né la conclamata santità della persona, come è avvenuto per il Papa buono (santo senza miracoli): a far dichiarare santo Papa Wojtyla è stato il miracolo della guarigione di Floribeth Mora Díaz, una donna costaricana colpita da rottura di aneurisma fusiforme dell’arteria cerebrale media destra con emorragia subaracnoidea.

Tradotto in soldoni, la donna non aveva la minima speranza di sopravvivere, ed i medici consigliarono al marito di riportarla a casa. Erano i giorni della beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, trasmessa in diretta tv. Floribeth non volle perdersi l’evento, e fece sistemare sulla tv l’immagine dell’indimenticato Papa Wojtyla nell’atto di benedire a braccia aperte.

La cerimonia della Messa di beatificazione, la foto del Papa sulla tv, spingono Floribeth a pronunciare queste parole: “Intercedi presso Dio, perché non voglio morire, e aiutami a guarire “. Stremata dalla fatica e dalle cure, si addormenta. La mattina successiva si sveglia guardando la stessa foto, e sente una voce che la invita ad alzarsi, a non avere paura, e a raggiungere suo marito in cucina. Lei, stordita, colma di gioia, obbedisce.

Si sente bene, si sente troppo bene per pensare sia qualcosa di temporaneo. Quando si reca in ospedale per accertamenti, i medici le diranno, più stupiti di lei: “signora, lei è guarita”.

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