L’indulgenza nell’Anno della Misericordia: una delle caratteristiche dell’Anno Santo è che possono essere ottenute le cosiddette indulgenze giubilari. Sappiamo tutti cos’è un’indulgenza, ma forse non tutti conoscono la differenza tra il perdono dei peccati e la remissione della pena eterna, che si ottengono con l’assoluzione dopo una confessione, e l’indulgenza plenaria (o giubilare). Vi spiegheremo a breve questa differenza, e le azioni necessarie a meritare la seconda grazie alla lettera che Papa Francesco ha scritto per te.

Partiamo con una premessa, ed usiamo le parole di Papa Francesco: “l’indulgenza giubilare giunga per ognuno come genuina esperienza della misericordia di Dio, la quale a tutti va incontro con il volto del Padre che accoglie e perdona”. Premessa necessaria per evitare si viva l’indulgenza plenaria come una sorta di insperata amnistia. L’indulgenza è Misericordia divina: chiederla significa voler sentire quell’Amore, e non utilizzare un sistema facile per pulirsi la coscienza.

Quando pecchiamo, possiamo rientrare nella Grazia di Dio attraverso la Confessione, ma alcuni strascichi di quel peccato continuano a segnare il peccatore: si tratta della cosiddetta pena temporale. Ci si può liberare della pena temporale? Certo, con preghiere, penitenze, buone azioni, atti di carità, oppure attraverso l’indulgenza nell’Anno della Misericordia, che rende l’uomo una creatura nuova, purificata fin nel profondo.

Cosa fare per ottenere un’indulgenza plenaria? Per meritarsi un’indulgenza giubilare è necessario innanzitutto essere battezzati, e ritrovarsi a vivere intensamente un Giubileo. Ciò significa anche accostarsi alla Penitenza con attitudine realmente contrita, e con la ferma volontà di diventare una persona nuova e migliore. In questo senso sarà utile ogni genere di opera di bene, dalla carità al perdono, dalla penitenza al digiuno.

Saranno necessari anche una serie di accorgimenti pratici. Visitare un Santuario o una Chiesa o una Basilica che preveda l’apertura di una Porta Santa, partecipando attivamente ad una delle Messe ivi recitate o ad uno dei cicli di preghiera canonici: Lodi, Vespri, Via Crucis, Rosario, Adorazione, o pregare privatamente. L’importante sarà far seguire alle proprie preghiere la recita di: Padre Nostro, Professione di Fede, Preghiera a Maria, e delle intenzioni per Papa Francesco.

Fatto salvo per malati e anziani, che sono autorizzati a ricevere l’indulgenza anche guardando una Messa da casa, gli altri devono insomma vivere l’esperienza del Pellegrinaggio, prima di potersi dire davvero purificati. Una scelta giusta ed obbligata, se si considera che il pellegrinaggio è forse una delle più alte forme di devozione che l’uomo possa dimostrare a Dio, per il sacrificio che costa, e la possibilità di meditare sulla propria vita.

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