Nellie nasce il 24 agosto del 1903. I suoi genitori, William Organ e Maria Aherne, sono già stati benedetti dall’arrivo di altri tre figli, Thomas, David e Mary. L’Irlanda agli inizi del 1900 vive una profonda crisi economica e il papà di Nellie deve scegliere se emigrare o arruolarsi come soldato, quindi, nel 1897, sceglie di diventare un soldato britannico. Nellie sin dalla tenera età di 2 anni dimostra una forte fede tanto che il padre che la bimba ama teneramente così la descrive: “Quando ci recavamo a messa, mi stringeva la mano e per tutto il percorso mi parlava di Dio, non so proprio dove abbia  potuto impararlo”.

Nel 1907 Maria Aherne muore di tubercolosi e il padre della piccola Nellie si ritrova solo, con tre figli e per giunta povero. Poco dopo si scopre che la stessa Nellie soffre per una salute cagionevole, a causa di una colonna vertebrale storta la piccola necessita di cure speciali. Quindi l’uomo è costretto a chiedere aiuto alla Chiesa che accoglie subito la sua supplica. Nellie  e sua sorella, infatti, vengono affidate alle suore del Buon Pastore, mentre Thomas trova conforto presso la Scuola dei Fratelli della Carità a Upton; invece David, il fratello minore, viene ospitato dalla scuola del convento delle Suore della Misericordia.

L’11 maggio del 1907 Nellie conosce le suore del Buon Pastore e finalmente ritrova la serenità. Al suo arrivo la piccola ha 3 anni e nove mesi, avrebbe vissuto i restanti 8 mesi della sua vita con le suore. Non trascorre molto tempo che Mary Long, una giovane ragazza che dorme con Nellie, informa le suore della salute della bimba: Nellie trascorre le notti a piangere e tossire per il dolore. La prognosi è infausta, anche lei come la madre è malata di tubercolosi e il medico le prospetta solo pochi mesi di vita.

Nellie vive per ben due mesi in infermeria e durante questo periodo resta particolarmente attratta dalla statua del Santo Bambino di Praga. Subito dopo averne conosciuto la storia, la piccola si innamora perdutamente di Gesù tanto da rivolgergli una supplica per la sua guarigione. Nellie migliora e questo le fa acquistare un’enorme fiducia nel figlio di Dio. Un giorno chiede a Mary Long in regalo la statua di Cristo, viene accontentata e, dopo averla baciata e averle sussurrato parole di amore, la custodisce a terra tra le pentole e le padelle.

Trascorre poco tempo che Nellie corre da Mary Long tutta eccitata raccontandole che la statua ha ballato per lei. La ragazza in un primo momento non le crede. Intanto la salute di Nellie peggiora di nuovo e iniziano a manifestarsi nella bambina i primi segni della sua incredibile fede. Mary Long racconta che, un giorno a causa delle faccende domestiche, non riesce a ricevere l’Eucarestia e quando incontra la bimbe scorge nei suoi occhi un severo rimprovero. La ragazza non sa spiegarsi come Nellie, confinata a letto, abbia potuto rendersi conto di questa sua mancanza ma le parole di Nellie fugano ogni dubbio: “Non importa, so che oggi non hai preso l’Eucarestia”.

Intanto la tubercolosi indebolisce il corpo di Nellie. Dopo i polmoni anche la mandibola inizia a sgretolarsi a causa delle carie ma la piccola affida il suo dolore a Gesù. Un giorno suor Immacolata e la capoinfermiera vanno a visitarla dopo una notte di atroci sofferenze e le confidano di aver temuto per la sua vita ma la piccola risponde che per Gesù lei non è ancora abbastanza brava e afferma di averlo ospitato presso il suo letto tutta la notte. Le donne non le credono, e si ripromettono di non parlare mai più dell’accaduto.

Nellie ha solo 4 anni e le sue sofferenze sono atroci. Ciò nonostante non se ne lamenta ma pone il Crocifisso accanto al suo letto e, quando il dolore diventa insopportabile, lo solleva con la sua piccola mano e, fissandolo, sussurra: “Povero Dio, Povero Dio. Cosa è il mio dolore se confrontato con quello che Egli ha sofferto sulla croce per me?”. Il suo desiderio di ricevere l’Eucarestia è talmente forte che quando viene delusa dalle aspettative a causa della sua giovane età, ormai costretta a letto dolorante, Nellie piange per l’amarezza e quando le viene chiesto se necessita di qualcosa, lei risponde malinconica: “Sto solo pensando a Dio”.

È il 6 dicembre del 1907 quando Nellie finalmente riceve la sua prima Comunione a soli 4 anni.  All’inizio del 1908 la salute di Nellie però è ormai agli sgoccioli, la piccola non riesce a trattenere nemmeno un cucchiaio di brodo eppure ha parole di conforto per chi piange per lei: “Perché sei triste? Dovresti invece essere felice perchè sto per raggiungere Dio” e si preoccupa di pregare per le mamme con bambini affinchè guariscano dalle loro malattie.  Un giorno Nellie sotto richiesta decide di pregare per la guarigione di un padre gesuita e le sue parole profetiche sorprendono tutto: “Guarirà ma non potremo mai incontrarci”.

Nellie conosce il giorno della sua morte: domenica. Nonostante le terribili sofferenze e la debolezza, la piccola non si arrende e, quando gli altri pensano che sia giunta la sua fine, Nellie raccoglie le sue ultime forze e continua a lottare. E’ il 2 febbraio del 1908 quando la bambina, verso le 3:00, si calma restando immobile per un’intera ora. Sembra fissare qualcosa ai piedi del letto. All’improvviso i suoi occhi si riempono di lacrime, lacrime di gioia. La piccola tenta di avvicinarsi a quel “qualcosa”, lo guarda con desiderio e poi sorride. Dal movimento delle sue labbra sembra parlare con qualcuno, quindi alza gli occhi seguendo una presenza che sembra, ora, librarsi sulla sua testa. Quindi di nuovo un sorriso estatico e poi la morte. Nellie si spegne domenica 2 febbraio del 1908 alle 4 del mattino a solo quattro anni, cinque mesi e otto giorni.

 

 

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