akita-japan-1973Nel 1973, ad Akita, in Giappone, opera una religiosa appartenente all’Ordine delle Serve dell’Eucarestia, Suor Agnese Katsuko Sasagawa. Il 12 giugno sente una voce e vede brillare il tabernacolo. Immaginate la sua sorpresa, se considerate anche il fatto che Suor Agnese era ed è ancora non udente. Pochi giorni più tardi sulle sue mani si disegnano due stigmate a forma di croce, e cominciano a sanguinare copiosamente. Questi erano solo segni premonitori: di lì a poco avrebbe ricevuto la visita della Madonna.

E così fu: il 6 luglio dello stesso anno Suor Agnese sente una voce provenire dalla statua della Beata Vergine, che chiedeva di pregare per il Papa, i Vescovi, e i sacerdoti, in riparazione dei mali del mondo. Lo stesso giorno le mani di quella statua riporteranno gli stessi segni di sangue presenti sulle mani di Suor Agnese, e cominceranno a sanguinare.

Pochi giorni più tardi arriva il secondo messaggio di Maria: “Affinché il mondo possa conoscere la Sua ira, il Padre Celeste si sta preparando a infliggere un grande Castigo su tutta l’umanità”. Il terzo ed ultimo messaggio arriva il 13 ottobre, quando la Madonna parla della corruzione e del contagio del Maligno sul clero, e si sofferma ancora riguardo la punizione divina, che avverrà in forme terribili, sostituendo al diluvio universale il fuoco, e colpendo parimenti giusti ed ingiusti, onesti e peccatori, credenti e non credenti: “Le sole armi che vi resteranno sono il Rosario e il Segno lasciato da Mio Figlio. Recitate ogni giorno le preghiere del Rosario. Con il Rosario pregate per il Papa, i vescovi e i preti.”. I messaggi terminarono qui, ma la statuetta continuò a sanguinare, a lacrimare, e a sudare gocce profumate per sei anni ancora.

Come sempre avviene in questi casi le indagini scientifiche sono state serie ed approfondite, ed hanno dimostrato che il sangue, le lacrime, ed il sudore provenienti dalla statua sono umani.

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