9 anni fa, in uno stabilimento balneare calabrese, Sara Mariucci (una bambina di appena 3 anni) resta fulminata su un dondolo elettrico, nel tentativo di raccogliere un gettone caduto proprio vicino ad un cavo scoperto. Potrebbe sembrare un terribile episodio di cronaca quotidiana, come purtroppo se ne sentono e se ne leggono tanti, ma in questo caso c’è di più: la sera precedente alla sua tragica morte, Sara aveva raccontato alla mamma di aver sognato una signora di nome Morena che, tra le nuvole, le diceva di andare con lei.

La famiglia non ha mai avuto dubbi: era la Madonna che la chiamava a Sé, nella fattispecie la Madonna Morena, meglio nota come Vergine di Guadalupe, venerata sopratutto in Sud America. Sicuramente per i genitori sapere la propria figlia sotto l’amorevole custodia della Madonna è una consolazione. Ma Sara e la Madonna continuano a far del bene anche ad altre persone.

Una signora malata di tumore dice di aver visto sulla tomba di Sara la bambina insieme alla Vergine Maria: il suo tumore scompare inspiegabilmente due giorni dopo. Tempo addietro un giovane sacerdote congolese viene ricoverato in condizioni gravissime. Il vescovo Ceccobelli gli porta un ricordo di Sara, ed il prete comincia immediatamente un lento percorso di guarigione.

Prima di operarsi per un cancro al midollo spinale, una ragazza si reca da un’amica a San Martino in Colle (la città di Sara). Durante la Messa domenicale avverte una strana sensazione, e chiede all’amica di andare a visitare la tomba di Sara. Due giorni dopo il cancro era sparito del tutto.

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