Apple Store Soho Presents Meet The Creators: Stephen King, John Mellencamp And T Bone BurnettStephen King, uno dei romanzieri più prolifici dei nostri giorni, ha fondato il successo della sua carriera su un’inesauribile vena creativa ed in particolare sul genere horror. Ma i suoi romanzi non sono una sequela esclusiva di sangue, omicidi, mostri, fantasmi, e quant’altro: si scorge sempre tra le sue righe una raffinata ricerca interiore che scandaglia le zone d’ombra della psiche umana, alla scoperta delle problematicità interiori di ognuno di noi.

Questa propensione per l’indagine sull’anima è frutto anche di un’attitudine religiosa che fino ad oggi era rimasta ignota al suo pubblico. In occasione dell’uscita del suo nuovo libro, “Revival”, Stephen King ha rilasciato un’intervista alla rivista “Rolling Stone”. D’altra parte il romanzo parlerà di un pastore metodista, dunque il famoso romanziere non poteva esimersi dall’esprimersi circa la sua fede. E così scopriamo quanto nel suo quotidiano Stephen si affidi a Dio: «Io scelgo di credere che Dio esiste, e perciò posso dire: “Dio, io non riesco a fare questa cosa da solo. Aiutami a non bere oggi. Aiutami a non assumere droghe oggi.E questo atteggiamento mi è utile».

Nel momento in cui Dio aiuta gli uomini laddove da soli non riescono, li rende migliori, perché consente loro di affrontare certi limiti che ognuno di noi, se solo, non ha alcuno stimolo a superare: «La fede in Dio ci rende migliori: ci dà un fondamento per meditare, una fonte di forza». Secondo lo scrittore le colpe di cui l’uomo si macchia sono imputabili al male che è dentro di noi, e la responsabilità non può ricadere esclusivamente sul demonio, di cui pure quel male è la traccia diretta: le responsabilità sono in realtà di chi consapevolmente sceglie, in regime di libertà, che strada prendere nella propria vita.

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