Maria Goretti nasce in provincia di Ancona il 16 ottobre del 1890. I suoi genitori, Luigi Goretti e da Assunta Carlini, sono poveri ma onesti contadini che, per mantenere i loro  sette figli, coltivano un piccolo appezzamento di terra a Corinaldo. Col trascorrere del tempo però le necessità economiche della famiglia spingono i Goretti ad abbandonare Ancora per trasferirsi in provincia di Frosinone stabilendosi presso il podere Selsi. Qui vi restano per circa tre anni, i primi due li trascorrono da soli, mentre durante l’ultimo anno Luigi Goretti entra in società con Giovanni Serenelli, padre di due bambini: Gaspare e Alessandro. Questo matrimonio lavorativo permette ad entrambi di trovare lavoro presso il Conte Attilio Mazzolenì. Purtroppo il 6 giugno 1900 Luigi Goretti muore e Maria spende parole di consolazione per la madre: “Coraggio, mamma! Che paura avete? Noi ora ci faremo tutti grandi e poi… Dio provvederà”. 

Assunta decide di continuare a lavorare con la famiglia Serenelli e il 16 giugno 1901 Maria insieme al fratello Angelo riceve la Santa Eucarestia per la prima volta e da allora inizia a nutrire un profondo amore per il “Pane degli Angeli”, diventando molto pia e ubbidiente. Più passa il tempo più la bellezza di Maria Goretti diventa evidente a tutti ma, in particolar modo, ne resta colpito Alessandro Serenelli di 8 anni più grande di lei. Ben presto l’interesse del ragazzo si trasforma in una vera e propria ossessione tanto da rivolgere a Maria delle proposte indecenti. La ragazza indignata le respinge e le parole di Alessandro la fanno tremare: “Se fiati, ti ammazzo”.Alessandro, nonostante il netto rifiuto, non si arrende e imperterrito continua a molestare Maria ma viene respinto per la seconda volta e in cuor suo decide che la terza sarà quella fatale per la ragazza e si attrezza con un punteruolo di ben 24 centimetri.

La vita per Maria diventa un vero e proprio inferno fino a quando, il 5 luglio 1902, accade l’inevitabile. Alessandro, mentre le famiglie Goretti e Serenelli sono impegnate con la trebbiatura delle fave, aggredisce Maria e la sua successiva confessione ben descrive l’accaduto: “Allora l’acciuffai quasi brutalmente per un braccio e, poiché faceva resistenza, la trascinai dentro la cucina, che era la prima camera dove si entrava, e chiusi, con un calcio, la relativa porta d’ingresso col solo saliscendi orizzontale, applicato allinterno. Essa intuì subito che volevo ripetere l’attentato delle due volte precedenti e mi diceva: No, no, Dio non lo vuole. Se fai questo vai all’inferno. Io allora, vedendo che non voleva assolutamente accondiscendere alle mie brutali voglie, andai sulle furie e, preso il punteruolo, cominciai a colpirla sulla pancia, come si pesta il granturco… Nel momento che vibravo i colpi, non solo si dimenava per difendersi, ma invocava ripetutamente il nome della madre e gridava: Dio, Dio, io muoio, Mamma, mamma! Io ricordo di aver visto del sangue sulle sue vesti e di averla lasciata mentre essa si dimenava ancora. Capivo bene che l’avevo ferita mortalmente. Gettai l’arma dietro il cassone e mi ritirai nella mia camera. Mi chiusi dentro e mi buttai sul letto.”

Maria Goretti viene subito trasportata in ospedale ma purtroppo le ferite sono troppo profonde e non le permettono di sopravvivere. Eppure poco prima di morire la ragazza, ormai delirante, afferma: “Che bella Signora! Possibile che non la vedete? Guardate! È tanto bella, piena di luce e di fiori”. Sono le  le 15:45 del 6 luglio 1902 quando Maria Goretti muore. Solo ultimamente Papa Francesco ha avanzato la proposta di fare di Maria Goretti la santa protettrice delle donne vittime di violenza sessuale e chissà che questa 12enne non riesca a fermare il martirio che le donne ormai vivono.

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