Tra pochi giorni sarà disponibile nelle librerie italiane l’ultima fatica letteraria di Gianluigi Nuzzi: Via Crucis. Si tratta di un viaggio all’interno delle mura del Vaticano, così come il giornalista ci aveva abituati in “Vaticano S.P.A.” e “Sua Santità”. In particolare il nuovo libro verrà incentrato sul rapporto tra Papa Francesco ed il vecchio estabilishment economico del Vaticano, sottoposto a pesantissimo ridimensionamento dal Papa.

Nuzzi sostiene che Francesco, dopo aver assistito allo stato dei conti, abbia immediatamente individuato negli sprechi il punto critico: «Se non sappiamo custodire i soldi, che si vedono, come custodiamo le anime dei fedeli, che non si vedono?[…] I costi sono fuori controllo, ci sono trappole».

Il Papa faceva riferimento ad un sistema di rendicontazione quantomai allegro, tanto da sfiorare il “malaffare”. E nella polemica sarebbero coinvolti personaggi di rilievo dello scorso papato, evenienza che getterebbe lunghe ombre sui reali motivi delle dimissioni di Papa Ratzinger, costretto da scandali di carattere finanziario che avrebbero potuto venire a galla incontrollati, come «fasti dei cardinali, regge a canone zero, la fabbrica dei santi, le offerte dei fedeli sottratti alla beneficenza, i furti e le truffe commerciali, il buco nero delle pensioni, le veline e i veleni di sabotatori, tra spionaggio, scassinamenti e azioni di delegittimazione».

Nuzzi riferisce anche un aneddoto: 3 mesi prima che fosse data notizia del suo nuovo libro, Nuzzi riceve un’email dal Vaticano, in cui si offre la massima disponibilità a fornire la propria collaborazione. Un tentativo a priori di fornire versioni edulcorate della verità? Probabilmente non lo sapremo mai. Contiamo allora su Francesco, e sulla reale volontà di far pulizia davvero.

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