Padre Amorth è oggi conosciuto da tutti come uno dei massimi rappresentanti dell’esorcismo in Italia e nel mondo. Pochi però sanno che agli albori della sua carriera, Gabriele Amorth era un esperto mariano, altrettanto stimato dall’ambiente. Come direttore del mensile “Madre di Dio” fu uno dei primi ad interessarsi a quanto accadeva in Medjugorje, recandosi sul posto in prima persona.

Sin da subito il fenomeno gli parve degno di nota: conobbe cinque veggenti su sei, parlò diffusamente con Padre Tomislav e Padre Slavko, interrogò la gente del posto, si accertò dell’effettiva portata delle guarigioni, strinse più saldamente l’amicizia che già lo legava al più grande mariologo del globo terrestre, Renè Laurentin.

Col tempo ha perso i rapporti con i veggenti, fatta eccezione per Vicka, con la quale si sentono ancor oggi. Il punto di vista di Padre Amorth su Medjugorje è semplice: se un posto diventa centro di aggregazione e preghiera, ed è attrezzato per ospitare pellegrini, rende superflua la decisione di una commissione riguardo la veridicità o meno delle apparizioni.

L’unica preoccupazione dei vescovi del luogo dev’essere “pregare e far pregare”. Padre Amorth fa notare anche come Medjugorje potrebbe essere la naturale prosecuzione di Fatima, la cui eco andava spegnendosi, costringendo la Madonna a rinfocolare il Suo messaggio altrove, visto che l’umanità continua imperterrita a non ascoltarLa.

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