Papa Francesco con un agnelloIl bene che lega un uomo ad un animale può essere infinito, fino a travalicare i confini della morte? Papa Francesco risponde di si, e porta a riprova della sua tesi le parole di S. Paolo, che ad un bambino in lacrime per la perdita del suo cane, diceva: “Un giorno rivedremo i nostri animali nell’eternità di Cristo”.

La dottrina della Chiesa su questo argomento s’è sempre dimostrata un po’ ondivaga, e registra aperture e chiusure a seconda del Papa che tratta l’argomento. Se Papa Francesco apre le porte del Paradiso anche agli animali, Papa Ratzinger, suo predecessore, si rifà ad una tradizione più consolidata per cui hanno diritto al Paradiso solo le anime immortali, e tra queste non rientrano quelle degli animali. Papa Giovanni Paolo II, invece, affermava: “C’è nell’uomo un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio ed allo Spirito di Dio. Gli animali non ne sono privi.”

E ancora, risalendo cronologicamente all’indietro, ritroviamo Paolo VI e le sue parole beneaguranti: “Gli animali sono la parte più piccola della Creazione Divina, ma noi un giorno li rivedremo nel Mistero di Cristo”. Insomma, non avremo mai la certezza di ritrovare le nostre amabili creaturine nell’Aldilà, ma possiamo certamente coltivarne speranza.

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