Papa Francesco contro Renzi: tra pochi giorni il Decreto di Legge sulle Unioni Civili approderà in Parlamento, e non può essere casuale che Papa Francesco abbia proprio oggi reso pubblica la sua posizione, e quella della Chiesa: “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Ha pronunciato le testuali parole nell’ambito dell’Udienza per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, nel Tribunale della Rota Romana.

Il ddl sulle Unioni Civili avvicina in termini di diritti la convivenza tra due persone dello stesso sesso al Matrimonio, inserendo questa nuova possibilità nel Codice Civile. Se quindi due persone dello stesso sesso vogliono, possono presentarsi al Comune con due testimoni, ed essere iscritte ufficialmente nel Registro, cosa che sancirebbe ufficialmente la loro unione, la condivisione di diritti e doveri, la reciproca assistenza, ecc.

Il fatto che il Pontefice abbia fatto sentire la propria voce scegliendo con cura le parole da pronunciare, sta suscitando in Italia reazioni contrastanti, derivate soprattutto dalla diversa interpretazione che si fornisce delle stesse. C’è chi vi ha letto una netta presa di distanza di Papa Francesco contro Renzi, e della sua accelerazione in senso laicista sul tema delle coppie gay. Posizione che avrebbe tralaltro irritato il Premier, fino a fargli ribadire in giornata: “La riforma è irrinviabile”.

C’è chi invece legge nelle parole del Papa una sorta di continuità col pensiero espresso mesi fa, in quella frase a proposito dei gay che fece il giro del mondo: “chi sono io per giudicare?”. A sostegno di questa tesi, si sottolinea come il Papa distingua la famiglia voluta da Dio, e gli altri tipi di unione, non censurando affatto queste ultime sotto il profilo legislativo, ma ritenendole semplicemente non idonee al Matrimonio Cattolico.

Nel frattempo la società civile si è già abbondantemente divisa. E’ di qualche giorno fa la manifestazione Svegliatitalia, organizzata da Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno e Mit, con la quale in 100 piazze italiane si sono radunati i sostenitori del ddl sulle unioni civili, chiedendone a gran voce l’approvazione. E’ invece in fase organizzativa il Family Day, con il quale si chiederà a Renzi un ripensamento, in sostegno delle famiglie tradizionali.

Le parole di Renzi, comunque, non lasciano spazio a dubbi: il ddl proseguirà il suo cammino in Parlamento senza troppi intoppi, e l’impressione di una forte frattura tra Stato e Chiesa sull’argomento sarà destinata ad acuirsi, come testimonia l’imbarazzo della Cirinnà (prima firmataria della legge sulle unioni civili): “Chi sono io per giudicare il Papa? La prego, non ho altro da dire sul Papa”

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