L’ultimo giorno di vita di Papa Giovanni Paolo II trascorse in un’atmosfera mistica di attesa. A riferirlo è un testimone diretto, Monsignor Stanislaw Dziwisz, che ne parla diffusamente nel libro “Lasciatemi andare”.

Il 2 aprile del 2005 i membri della Curia più vicini al Papa pregavano al suo capezzale ininterrottamente. Per quanto possibile Papa Wojtyla partecipava alle preghiere, finché nel pomeriggio, sentendo approssimarsi l’ora della dipartita, disse a tutti i presenti: “Lasciatemi andare alla casa del Padre”.

Le preghiere ricominciarono, e mentre da una Piazza San Pietro gremita si sollevavano urla e canti di incoraggiamento al Papa, egli posava il suo sguardo sui suoi collaboratori, sui medici che vegliavano, sull’immagine di un Cristo sofferente, sull’immagine della Madonna di Czestochowa, e sulla foto dei suoi genitori sistemata su un tavolino.

Durante la Messa delle 20:00 il Cardinale Marian Jaworski recitò un’ultima volta l’Unzione degli Infermi. Da allora in poi al Santo Padre cominciarono a mancare le forze, e con in mano ancora una candela benedetta, Giovanni Paolo II spirò alle 21:37. Ad accompagnarlo nel viaggio verso il Paradiso un semplice Te Deum, e le lacrime di tutti i presenti.

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