La profezia di Giovanni Paolo II: nel 1998 Papa Giovanni Paolo II fece uno storico viaggio a Cuba, incontrando Fidel Castro, allora leader incontrastato dell’isola caraibica. In quell’occasione il Papa pronunciò un discorso che per coraggio e nobiltà era senza precedenti, affrontando uno per uno i problemi di Cuba, senza alcun timore reverenziale derivante dalla presenza del “Lider Maximo”. E tra gli altri argomenti, profetizzò la fine dell’embargo.

“Possa Cuba aprirsi con tutte le sue magnifiche possibilità al mondo e possa il mondo aprirsi a Cuba”. Furono queste le parole che fecero tremare dalle fondamenta tutta la sicurezza morale di chi si sentiva nel giusto emarginando Cuba, facendo pagare alla popolazione le colpe dei suoi governanti. Parole rivolte alla comunità internazionale, ma soprattutto agli Stati Uniti, che promossero l’embargo dal 1961, e all’OAS, l’Organizzazione degli Stati Americani.

Oggi l’eco della profezia di Papa Giovanni Paolo II risuona ancora, e se gli Stati Uniti stanno allentando l’embargo, è anche e sopratutto grazie alla Chiesa Cattolica, che si è resa mediatrice da quel lontano 1998 di una politica di conciliazione, dimostratasi vincente, evitando l’errore di lasciar imporre la democrazia da un giorno all’altro, cosa che, dove s’è verificata, ha prodotto gravi traumi lesivi in particolare per i ceti meno abbienti.

L’anno scorso si è arrivati a riaprire le ambasciate statunitensi a Cuba, e ambasciate cubane negli Stati Uniti, l’embargo è stato allentato su una serie di prodotti e relazioni commerciali, Barack Obama parla apertamente al Congresso americano della possibilità di annullare del tutto l’embargo, dimostratosi negli anni fallimentare, perchè non ha prodotto alcuna democrazia sensibile.

Sembra insomma che l’appello o la profezia di Papa Wojtyla stia finalmente sortendo i suoi frutti, e che davvero si sia riaperto un canale di dialogo tra Cuba ed il resto del mondo. Ma in quel famoso viaggio del 1998 il Papa si espresse anche duramente contro le restrizioni riservate al culto della religione cattolica. Da quel giorno le cose cambiarono, ed i cattoloci hanno potuto cominciare a fare ciò che sanno fare meglio: pregare e aiutare.

Gli aiuti della Chiesa Cattolica alla popolazione sono all’ordine del giorno, e ora che il turismo ed i primi segnali di capitalismo stanno giungendo nello stato cubano, il ruolo che la Chiesa locale si sta ritagliando è quello di assistere il popolo nel delicato passaggio dal non possedere nulla, al sistema capitalistico. Un aiuto importante per fare in modo che le afffascinanti luci del guadagno e del profitto, non vadano ad intaccare i valori fondamentali di un popolo.

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