Mattioli San RomedioCome ogni 15 gennaio, festeggiamo oggi San Romedio, vissuto nel secolo XI. Romedio scelse sin da subito di rinunciare ai beni terreni, peraltro consistenti, visto che apparteneva ad una ricca famiglia, e di ritirarsi in eremitaggio assieme ad alcuni suoi compagni. Il desiderio di condurre una vita quanto più vicina possibile a Dio e priva di qualsivoglia tentazione mondana trova nella natura della Val di Non una vera e propria musa ispiratrice: uno spuntone di roccia all’interno di una gola ed una grotta sottostante rappresentano un invito alla meditazione cui Romedio non rimase insensibile. La sua vita anticipò quelle che furono le scelte intraprese dallo stesso Francesco d’Assisi che rinunciò ai suoi bene per percorrere un sentiero che lo avvicinasse a Dio.

Non fu un caso quindi che Romedio scelse la Val di Non, lo sforzo fisico per giungere sin lì si sposava nella sua mente con quel percorso di ascesi spirituale necessario per sublimarsi in Dio, e questo concetto è ancora alla base dell’incessante pellegrinaggio che anima da secoli questi luoghi sacri. Nel frattempo il paesaggio naturale s’è contornato di santuari, scalinate, archi, ed edifici, che comunque non inficiano affatto quell’aura di spiritualità che la natura di per sé già garantiva. Prima dei 131 scalini che portano alla Chiesa Maggiore, l’ingresso riporta la scritta: “pellegrino, a che sei venuto?”.

L’iscrizione vuol ricordare a chiunque varchi quella soglia le ragioni che l’hanno portato sin lì, per fare in modo che nessuno, prima di intraprendere il lungo cammino di ascesi, perda di vista lo scopo del tempo che sta dedicando alla propria anima.

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