Nel 2013 è stato canonizzato San Pietro Favre, uno dei fondatori dell’ordine dei Gesuiti cui appartiene Papa Francesco, insieme ad Ignazio da Loyola, di cui era fraterno amico. Visse nella prima metà del 1500, e dopo aver compiuto gli studi, girò l’Europa in lungo e in largo, per evangelizzare quante più persone possibili e per visitare i luoghi sacri della spiritualità cattolica.

Le parole spese da Papa Francesco in occasione della canonizzazione di San Pietro Favre lasciano intuire una grande ammirazione per l’uomo e per la sua scelta di vita, testimonianza di una ricerca di Dio in continua ed instancabile evoluzione:

“Bisogna cercare Dio per trovarlo, e trovarlo per cercarlo ancora e sempre. Solo questa inquietudine dà pace al cuore di un gesuita, una inquietudine anche apostolica, non ci deve far stancare di annunciare il kerygma, di evangelizzare con coraggio. È l’inquietudine che ci prepara a ricevere il dono della fecondità apostolica. Senza inquietudine siamo sterili. […] Favre aveva il vero e profondo desiderio di «essere dilatato in Dio»: era completamente centrato in Dio, e per questo poteva andare, in spirito di obbedienza, spesso anche a piedi, dovunque per l’Europa, a dialogare con tutti con dolcezza, e ad annunciare il Vangelo”.

Papa Francesco sottolinea anche uno dei punti a lui più graditi, quando ricorda che “solo se si è centrati in Dio è possibile andare verso le periferie del mondo! E Favre ha viaggiato senza sosta anche sulle frontiere geografiche tanto che si diceva di lui: «pare che sia nato per non stare fermo da nessuna parte».

LASCIA UN COMMENTO