Santi della Grotta di Betlemme: ogni anno ci è stata data la possibilità di assistere alla nascita di Cristo durante le festività natalizie. I Santi ed i Beati di ogni tempo ci hanno sempre parlato diffusamente di cosa significasse questo evento per l’umanità. Ma noi ci siamo sempre dimostrati degni di questo dono straordinario di Dio? Siamo sempre riusciti ad accogliere nel migliore dei modi Dio, che s’è fatto carne per noi in Gesù Cristo nostro Salvatore? Oggi vorremmo ricordare cosa ci dicevano i Santi a proposito della Natività, per avere spunti di riflessione ulteriori e poterci preparare ad accoglierLo, con animo purificato.

Sant’Agostino, nel quinto secolo, invitava i fedeli a non lamentarsi se essere cristiani in un mondo dedito al piacere e alla corruzione fosse un’impresa sempre più ardua. Quanto in esso vi era di male, serviva a preparare la venuta di Cristo, che ogni 25 dicembre, da 2000 anni a questa parte, continua a rinascere per aiutarci a curare i nostri mali: “Fratelli, occorre che i tempi siano duri. Perché ? Perché non si cerchi la felicità in questo mondo. In ciò si trova il nostro rimedio : bisogna che questa vita sia agitata, affinché ci si attacchi all’altra vita.

Tra i Santi della Grotta di Betlemme anche San Silvano del Monte Atos ci invita invece a considerare l’infinita Misericordia di Dio, il suo infinito Amore nei confronti dell’umanità. Cos’altro, se non Amore, avrebbe potuto farGli tollerare le tante offese che Gli provenivano dalla Terra? Chi altro avrebbe mai potuto sacrificare Suo Figlio per Amore di gente che per la maggior parte Gli voltava le spalle?: “Se gli uomini sapessero ciò che è l’amore del Signore, in massa accorrerebbero a Cristo, ed egli li riscalderebbe tutti con la sua grazia. La sua misericordia è inesprimibile. Il Signore ama il peccatore pentito, e con tenerezza lo stringe al petto”

Anche San Giovanni Crisostomo, nel quarto secolo, poneva l’accento sulla Bontà e sulla Misericordia di Dio, il quale, per venire in nostro soccorso definitivamente, ha mandato sulla Terra Gesù Cristo, Suo Figlio (segno di umiltà per eccellenza, visto che da Giudice Dio avrebbe potuto limitarsi a giudicarci, senza appello: “Non porta la frusta per colpire, ma il rimedio per guarire. Pensate dunque alla sua ineffabile bontà. Rifiuterete il vostro amore al Maestro che mai colpisce, e la vostra ammirazione al giudice che implora per il colpevole”?

Da quando è nato Cristo, ci ricorda San Cirillo Alessandrino, è cambiato il modo di intendere il battesimo. Ora l’uomo può partecipare alla Natura Divina di Dio, perchè, da Gesù in poi, col battesimo noi riceviamo lo Spirito Santo: “Slega coloro che si legano a lui ; … Fa sgorgare in noi la sua stessa natura… Lo Spirito appartiene in proprio al Figlio, che è divenuto un uomo simile a noi. Infatti egli è la vita di tutto quanto esiste.”

Non poteva mancare nel nostro rapido elenco chi, nell’ambito del tema natalizio, ha voluto ricordare la Madonna, e la sua scelta di abbandonarsi interamente alla volontà di Dio: “Avvenga di me quello che hai detto”. Secondo San Bernardo (XII sec.) “Dio vuole che gli chiediamo anche le cose che ci promette. È senza dubbio il motivo per cui ci promette prima le cose che ha deciso di donarci : la promessa sveglia la pietà, e la preghiera ci fa meritare ciò che stavamo per ricevere gratuitamente.

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