I potenti benefici del segno della Croce: apre e chiude tutte le nostre preghiere. Siamo abituati a viverlo come una sorta di saluto a Dio, ma è effettivamente così o ci sono altri significati? Innanzitutto col segno della Croce evochiamo due dei misteri più grandi della nostra fede: il primo è la natura una e trina di Dio, da leggersi nelle parole stesse che accompagnano il gesto (“Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo).

Parimenti si celebra la Croce di Gesù, quello strumento di tortura che per un giorno e per i giorni a venire si trasformò in oggetto di Salvezza, perchè servì a Gesù Cristo per immolarsi e salvarci dai nostri peccati. Il segno della Croce è anche utilissimo per schermare le nostre anime dai violenti attacchi di Satana, che trova nella Croce uno dei simboli a lui più ostici, insieme alla Madonna e ad alcuni Papi che avrebbe voluto tra le sue schiere.

Un racconto esemplare dei potenti benefici del segno di Croce contro il male è quello di San Benedetto da Norcia: quando un gruppo di monaci gli chiese di far loro da superiore, ce ne furono alcuni contrari, che confezionarono per lui un cesto di pane e vino avvelenati. Prima di assaggiare il dono dei monaci ostili, San Benedetto si fece il segno della Croce: il bicchiere si ruppe ed il pane fu rubato da un corvo.

Anticamente si usava tracciare sul proprio corpo un piccolo segno di Croce con le mani, che descriveva con il gesto un “tau”. Il tau era l’ultima lettera dell’alfabeto ebraico, e non solo in quanto tale simboleggiava la perfezione di Dio, ma somigliava per forma e proporzioni ad una Croce. Non a caso i Padri della Chiesa vedevano in questa antica pratica, descritta nel libro del Profeta Ezechiele, un’anticipazione di uno dei simboli più rappresentativi di Gesù Cristo.

L’abitudine di farsi un segno di Croce più ampio, come quello che utilizziamo oggi, non ha una data di inizio ben precisa. Si suppone sia cominciata nel quinto secolo dopo Cristo, ma la prima testimonianza di questa pratica risale al decimo secolo, quando lo si introdusse ufficialmente nella liturgia, con la formula nota a tutti: “Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo. Amen”.

In ambito ortodosso il segno della Croce si compie con tre dita unite (pollice, indice, medio), e con il mignolo e l’anulare tesi verso il palmo. Simbolicamente si vuol così rappresentare la Trinità di Dio, e la doppia natura di Cristo (Dio e uomo allo stesso tempo). In ambito protestante, invece, il segno della Croce è stato per lo più abbandonato, in quanto ritenuta una pratica che non trova riscontri chiari nelle Sacre Scritture.

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