La figura di Padre Pio è sicuramente tra le più amate del panorama cattolico e cristiano. Ma, come tutti sanno, Padre Pio ha dovuto passare oltre lo scetticismo di un gran numero di persone, affrontando accuse che lo volevano implicato in scandali di natura intima e legati al denaro.

Di recente un libro di Sergio Luttazzi aggiunge nuova benzina sul fuoco che i detrattori del Santo vogliono tener vivo a tutti i costi sotto la sua graticola. La novità si basa su due testimonianze pervenute all’allora Vescovo di Foggia, Monsignor Bella. Sono le testimonianze di un farmacista (dott. Valentini Vista) e di sua cugina (Maria de Vito). Quest’ultima, nel 1919, trascorse a San Giovanni Rotondo un mese intero.

Poco prima di tornare a casa, fu convocata da Padre Pio, il quale le chiese di procurargli 100 grammi di acido fenico puro, di mantenere il più assoluto riserbo, e di consegnarlo all’autista del corriere tra Foggia e San Giovanni Rotondo, persona di fiducia. Un mese dopo Padre Pio fece pervenire a Maria un’ulteriore richiesta, tramite una amicizia in comune: 4 grammi di veratrina.

Poiché per rifornirsi di questi acidi Maria si rivolse a suo cugino farmacista, vi proponiamo quanto riferì lui stesso:

“L’acido fenico puro, come si sa, è un veleno e brucia e caustica enormemente allorquando lo si adopera integralmente. A tale richiesta io pensai che quell’acido fenico adoperato così puro potesse servire a Padre Pio per procurarsi o irritarsi quelle piaghette alle mani”.

Racconta il farmacista che comunque, trattandosi di Padre Pio, volle fidarsi e consegnò quanto richiesto. I suoi sospetti si acuirono quando la cugina tornò da lui per la veratrina, ancora una volta senza ricetta medica (indispensabile per questo tipo di sostanze). Il fatto che non ci fossero prescrizioni mediche, il fatto che Padre Pio continuava a chiedere sulle consegne il massimo riserbo, il fatto che potesse ottenere tutto alla luce del sole, ma preferiva di no, persuasero il farmacista che probabilmente con questi acidi Padre Pio si procurava le famose Stigmate.

La documentazione riguardo queste due testimonianze, ricorda Sergio Luttazzi, è corredata dei bigliettini autografi firmati da Padre Pio in persona, utilizzati per comunicare le sue richieste a Maria de Vito. Ecco cosa succede quando la fede lascia il posto alla volontà di andare oltre l’amore di Dio: si rischia di incappare in questi banali errori. Padre Pio è stato un semplice servo del Signore, come Natuzza Evolo, che ha sofferto pur di diffondere agli altri il messaggio di Dio.

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