Luigi Lorenzetti è uno stimato docente di teologia morale, firma prestigiosa anche per settimanali quali Famiglia Cristiana. All’interno della sua rubrica: “Il Teologo”, spiega il suo punto di vista circa il silenzio dei familiari di Bossetti, accusato di essere l’assassino di Yara Gambirasio, ma innocente fino alla fine delle sue garanzie giudiziarie.

In particolare Lorenzetti si chiede fino a che punto sia giusto tacere se si è a conoscenza di fatti che potrebbero incriminare un familiare. Un comportamento eticamente corretto vorrebbe che i familiari, se colpiti in qualche maniera dal sospetto che Massimo Giuseppe Bossetti abbia avuto un ruolo nell’omicidio di Yara, spronassero il presunto omicida a confessare e ad agevolare il lavoro della giustizia.

Sarebbe comprensibile da parte dei familiari tentare di non rivelare particolari che potrebbero incriminare il proprio familiare, facendo quadrato intorno a lui: “Questo, tuttavia, non legittima ogni comportamento. Di certo non legittima moralmente una testimonianza deliberatamente falsa”.

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