Siamo abituati ormai a sentir parlare del terzo segreto di Fatima, e da più parti si propongono interpretazioni che lo intendono in maniera letterale o metaforica, provando comunque a giungere ad una soluzione per una decifrazione univoca del messaggio.

La terza visione dei pastorelli riguardava un vescovo vestito di bianco (forse un Papa), che cade vittima di un agguato da parte di militari mentre era in preghiera, dopo aver camminato su una montagna costellata di cadaveri.

Ma tutte le ipotesi che vorticano intorno al terzo segreto di Fatima hanno fatto passare in second’ordine i primi due segreti, che sono altrettanto terribili e comunque ad esso strettamente correlati.

La prima visione riguardava l’Inferno, conseguenza terribile del peccato terreno, un luogo sotterraneo costituito da una grande lingua di fuoco all’interno della quale urlavano e si disperavano le anime dei dannati, circondate da demoni neri e trasparenti.

E la seconda visione profetizzava che alla Prima Guerra Mondiale sarebbe seguita una seconda, ancora più terribile, se la Russia non si fosse convertita al Cuore Immacolato di Maria.

Anche questa seconda visione si configura come conseguenza del peccato sulla Terra, ma dimostra le conseguenze storiche e secolari anziché quelle eterne dell’Inferno.

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