Il Cardinale Arcivescovo di Sarajevo, Vinko Puljić, facente parte della Commissione istituita da Papa Benedetto XVI ed incaricata di stilare un rapporto sulle apparizioni mariane a Medjugorje, torna sulla verità di Papa Francesco, e accusa di media di averle distorte fino a diffondere presso i fedeli la convinzione che il Papa avesse già sonoramente bocciato la veridicità di quanto i veggenti dichiarano di vedere.

Quest’estate, di ritorno dal viaggio apostolico a Sarajevo, Papa Bergoglio aveva annunciato che una decisione riguardo Medjugorje era al vaglio del Vaticano. Bisognava però attendere il pronunciamento della Congregazione per la Dottrina della Fede. Sembrava una sorta di timida apertura, fino al giorno in cui, durante un’omelia, il Pontefice si espresse così: “’Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio? […] Questa non è identità cristiana. L’ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più”.

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Una frase che, pur senza citare la verità di Papa Francesco su Medjugorje, sembrava alludere proprio alle presunte apparizioni mariane nel villaggio dell’Erzegovina, ridimensionandone fortemente la credibilità. Contro quest’interpretazione delle parole del Papa si scaglia oggi Vinko Puljić, collaboratore di Ruini nella Commissione che per tre anni ha indagato sui fenomeni di Medjugorje. Affida il suo pensiero ad un’intervista rilasciata al settimanale 7 Dnevno.

Il Cardinale Puljić parte dalla constatazione che i media hanno volutamente taciuto la solidarietà espressa da Papa Bergoglio nei confronti della Chiesa della Bosnia Erzegovina, invitando tutti al rispetto dei diritti umani, all’uguaglianza, e alla tolleranza, assicurando così ai fedeli bosniaci un supporto autorevole. Questa parte delle dichiarazioni del Papa è passata completamente sotto silenzio, per dar risalto esclusivamente alle sue affermazioni su Medjugorje.

Secondo Puljić, invece, il Papa ha semplicemente voluto consigliare ai veggenti di spettacolarizzare meno le apparizioni, rinunciando a dichiarazioni mediatiche riguardo orari e appuntamenti relativi alle apparizioni della Madonna. “È perciò inaccettabile interpretare come conclusiva una tale dichiarazione del Papa, cosa che determinati media hanno fatto con molta celerità, evidentemente nel desiderio di distruggere i buoni rapporti esistenti tra i fedeli […] e il Papa stesso che, credo, prenderà, riguardo a Medjugorje, una decisione giusta e buona”.

Il Cardinale di Sarajevo ammette infine di essere particolarmente legato a Medjugorje, visto che ha trascorso tre anni della sua vita totalmente immerso in quella realtà, nel tentativo di stabilire se di realtà si tratti, o di ben ingegnata menzogna. E a chi gli chiede che idea s’è fatto della vicenda, lui risponde: “pregare non è un peccato, confessarsi non è un peccato, e questa è la cosa più importante”

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